“Il mondo cospira per fermarci, ma non può farlo senza il nostro permesso”.

“Il mondo cospira per fermarci, ma non può farlo senza il nostro permesso”.

Domenica scorsa giornata al sole in quel piccolo paradiso che è il lago che ho scoperto da poco; ho con me il kit del perfetto escursionista comodo: pranzo al sacco, plaid, acqua e un paio di libri. Uno di questi è di Seth Godin, un tizio che si occupa di marketing ma che nel libro che sto leggendo scrive cose che parlano a chiunque. È un libro sulla creatività, e tutti noi abbiamo una quota di creatività e la necessità di esercitarla.

“Il mondo cospira per fermarci, ma non può farlo senza il nostro permesso”. Davanti a questa frase mi fermo. Lascio che scenda dentro, la respiro, lascio che mi entri in circolo. La frase fa il suo lavoro, e poco per volta emergono tutte le volte che ho permesso al mondo di fermarmi, e tutte le volte che ho pure trovato una giustificazione per aver dato quel permesso. Fa male, rendersene conto. Ma fa pure bene, è tutta buona consapevolezza, quella che permette di evitare ancora di volersi male.  

“Il mondo cospira per fermarci, ma non può farlo senza il nostro permesso”. E io quel permesso non lo voglio più dare.



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