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FAQ

È un metodo specifico di scrittura terapeutica, che ho ideato, studiato e sperimentato in primis sulla mia pelle. Non sono la prima a usare e proporre la scrittura come cura: prima di me lo hanno fatto grandi studiosi come Freud, Hillman (Le storie che curano), Pennebaker (Scrivi cosa ti dice il cuore) o Jean-Yves Revault (Guarire con la scrittura). Dopo anni di studio e dopo aver visto i partecipanti ai miei laboratori riprendere in mano la propria vita, ho strutturato questo metodo. Nel mio primo libro, La Scrittura Riparativa® – Scrivi il passato per vivere bene il presente, spiego in cosa consiste il percorso. Il secondo, Riscrivi la tua vita, è la guida a uno dei miei laboratori più completi e amati.

A fare ordine e chiarezza dentro di te. Scrivendo fai i conti con luoghi, relazioni e accadimenti del passato. È come aprire le porte di stanze rimaste buie a lungo: sei tu a decidere di far entrare aria nuova, non per cancellare ciò che contengono, ma per disinnescare quel peso e darti nuovi spazi di vita.

È la scrittura che ti dà la possibilità di padroneggiare ed elaborare gli eventi che hai vissuto. Quando prendi carta e penna e racconti quell’evento, smetti di subirlo e ne diventi protagonista. Attraverso le parole ti attivi, elabori i fatti, esprimi le emozioni, fino a comprendere e accettare l'accaduto. È così che la scrittura diventa terapeutica e riparativa.

Scrivere è terapeutico. Vuol dire che è un mezzo semplice e potente per prenderci cura di noi, delle nostre emozioni e delle nostre relazioni. Se scrivi di un evento doloroso seguendo le indicazioni del metodo, cambierai la tua relazione con quel ricordo. Non lo cancellerai dalla memoria, ma arriverà il momento in cui ripensare a quel fatto non ti farà più male.

Anche quando facciamo scelte che a posteriori ci sembrano sbagliate, non siamo stati stupidi. Abbiamo fatto la scelta migliore che potevamo fare in quel momento, con le competenze, le conoscenze e le emozioni che vivevamo allora. Il metodo ti aiuta ad accoglierti, non a giudicarti.

Il segreto è togliere pressione. Siediti alla scrivania, meglio se tutti i giorni alla stessa ora per dare un segnale di intenzione al tuo inconscio. Se le parole non arrivano, prendi un libro qualunque, apri una pagina a caso, copia un capoverso e continua a scrivere partendo da lì. Non importa se è un tema lontano da te: l'importante è mettere in moto il gesto e il processo. Abbi fiducia, la tua scrittura arriverà.

Sì, può succedere ed è una fase normale del processo. Attraversare certe emozioni, anche dolorose, è ciò che ti permette di elaborarle una volta per tutte. La scrittura può non essere indolore nel momento in cui avviene, ma è proprio questo atto di coraggio che ti permette, alla fine, di liberarti dal peso di quel dolore.

Certo che no. Per frequentare i laboratori di Scrittura Riparativa® non servono competenze letterarie o tecniche: quello che hai imparato a scuola è più che sufficiente.

Nessuno, oltre te. Questo è un pilastro fondamentale del metodo che chiarisco all'inizio di ogni incontro: nessuno leggerà i tuoi testi, nemmeno io, e nessuno ti chiederà di leggere, a meno che non sia tu a scegliere di farlo. Fa parte del metodo: tutto ciò che scrivi resta nel segreto. La scrittura terapeutica non ha bisogno di essere esposta per essere efficace.

Certo. Condividere la propria storia non è mai un obbligo. Il laboratorio di gruppo offre una forza e un'energia che aiutano molto, la condivisione delle emozioni è preziosa così come è importante il mio contributo, ma il lavoro profondo avviene sempre sul tuo quaderno. Sarai sempre tu a decidere cosa (e se) condividere con gli altri partecipanti durante i momenti di confronto. Il rispetto del tuo spazio e dei tuoi tempi è la regola principale del percorso.

È una paura legittima, ma il metodo è strutturato per accompagnarti in un lavoro graduale e protetto. La Scrittura Riparativa® ti aiuta a fare emergere ciò che il tuo inconscio è pronto a gestire e rielaborare in quel preciso momento. Sei tu a guidare la penna e a decidere il ritmo, e io sono lì a farti da appoggio.

La costanza conta molto più della quantità: anche solo 15-20 minuti al giorno, o la partecipazione regolare a un laboratorio, possono innescare cambiamenti profondi. Il segreto è creare un piccolo spazio di ascolto che diventi un'abitudine sostenibile.

Il metodo della Scrittura Riparativa® raccomanda l'uso di carta e penna. L'atto fisico della scrittura manuale rallenta i pensieri, attiva aree cerebrali diverse rispetto alla digitazione su tastiera e crea una connessione emotiva molto più intima e profonda con ciò che stai portando alla luce.

I libri sono una guida preziosa, teorica e pratica, che puoi esplorare in totale autonomia e con i tuoi tempi. Il laboratorio aggiunge a tutto questo la forza del gruppo, la guida attiva in tempo reale, il superamento immediato dei blocchi e un campo di energia e accoglienza condiviso che accelera e sostiene il processo di guarigione.

Sì, le due cose sono complementari. Se hai letto i libri troverai nel laboratorio l'occasione perfetta per mettere in pratica questa scrittura con la mia guida e il calore del gruppo. Se invece leggi i libri dopo aver partecipato a un laboratorio troverai nei libri un punto di riferimento importante per continuare a praticare il metodo anche in solitudine.