Fermate e ripartenze

Tempo fa avevo intitolato un pezzo “Il fermo e la vita”. Il mondo lì fuori si era fermato, e io pure mi ero fermata. Come voi, come quasi tutti. In quel pezzo ragionavo sull’opportunità che la chiusura, quella che gli anglofili continuano a chiamare lockdown, ci avrebbe dato in termini di riflessione, rottura del solito, assunzione di nuove prospettive. Poi siamo ripartiti, chi più chi meno. Intanto arrivava l’estate, e mai come quest’anno – per vari motivi – il bisogno di allontanarci dal consueto si è coniugato con la necessità di riadattarci a una vita per molti versi cambiata.

Abbiamo acquisito abitudini, certi gesti sono diventati normali, eppure ancora qualcosa nell’approcciare le giornate non funziona. Non so voi, ma a me è rimasto addosso un senso di provvisorietà e di incertezza che mi rende difficile guardare in profondità. Come se il domani debba ormai essere incerto, sempre. C’è stato un tempo in cui progettavamo viaggi e incontri e lavoro e attività sapendo che sì, l’incognita può sempre esserci, ma doveva proprio essere sfiga, e quanto stavamo progettando lo avremmo comunque fatto. Adesso progettare e soprattutto programmare sono attività complesse: non sappiamo che condizioni incontreremo e se e quanto sarà possibile muoverci, incontrarci, uscire di casa.

È un’incertezza che si annida anche nell’anima delle persone, che genera ed è generata da nuove ansie e nuovi timori. Lo vedo col mio lavoro di Scrittura Riparativa, che solitamente si svolge intorno a un tavolo. È difficile, adesso, stare tutti insieme: occorrono distanze e precauzioni ma anche la serenità del poterci essere, e il pensiero del contagio spesso mette in discussione la serenità.

In questo lavoro ho sempre considerato necessario sentire il calore delle persone intorno, coglierne le emozioni e il mutare delle espressioni, respirare la loro stessa aria. Però adesso respirare la stessa aria non è prudente, mette ansia.

È per questo che Scrittura Riparativa si ripensa. Ripartirà, ma in modo diverso. Ci saranno alcune proposte in presenza, poche persone per ogni workshop con distanza e tutte le garanzie necessarie. E ci saranno gli incontri online, che saranno diversi da quel che si fa in presenza. Diversi, perché è la vita stessa a essere diversa.

Parole non dette

Appunti, emozioni, esperienze, riflessioni, scritture. Pubblico quando scrivere è meglio che tacere.

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