Scrivere di sé

Iniziamo sperimentando una scrittura che poco ha a che fare con la “forma” della narrazione, con i criteri che una “buona storia” dovrebbe seguire; lavoriamo innanzitutto sulle nostre motivazioni a voler scrivere, su cosa voglia dire scrivere, sul come organizzare le giornate e gestire il tempo.
Lavoriamo sulla memoria e sui ricordi: andremo indietro nel tempo, torneremo bambini e al primo amore, saremo sui banchi di scuola o avremo in mano la valigia del nostro primo viaggio da soli.
Recuperiamo i gusti, le sensazioni del tatto, gli odori, i colori. Riviviamo i successi così come le sconfitte, le paure così come le grandi gioie.
Andiamo a esplorare e riportare alla luce quanto ricordiamo, ma anche ciò che giace nascosto sotto un velo di polvere e ciò che non sapevamo di poter ricordare ancora. Ognuno per sé, ognuno sul suo quaderno. Scrivere di sé è innanzitutto tutto questo.

Parole non dette

Appunti, emozioni, esperienze, riflessioni, scritture. Pubblico quando scrivere è meglio che tacere.

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