In quello che faccio ci credo

In quello che faccio ci credo. Come potrei, altrimenti, con un occhio sbertucciato – il mio amato e ormai noto Eustocchio – stare al pc quel tanto che basta per dare forma e ordine ai mille progetti che comunque mi girano in testa?

Qualcosa l’ho dovuto mettere in attesa, qualcosa faccio in modo che continui ad andare avanti. Sono a capacità ridotte, e ho dovuto fare spazio alla necessità di rallentare. Ma rallentare non è fermarsi. È prendere respiro, allargare l’orizzonte e, soprattutto, scegliere.

Già la pandemia mi aveva indotto a riflessioni e ripensamenti. Poi ci si è messo Eustocchio, e allora la visione è un po’ cambiata, è proprio il caso di dire.

È stato, e ancora è, un altro di quei momenti in cui mi sono ritrovata a fare un bilancio, a volere e dovere scegliere fra cosa è più e cosa è meno importante. A decidere cosa davvero mi piace e voglio continuare a fare, e cosa può diventare secondario. Il tempo non è infinito, le giornate nemmeno.

Ho compreso e avuto la conferma, e ne sono felice, che il lavoro che faccio con la Scrittura Riparativa è importante, mi piace, fa stare bene gli altri e per questo voglio che sia sempre più conosciuto.

Così, da domenica prossima parte una nuova avventura. Il blog del mio sito e la mia pagina facebook ospiteranno una serie di rubriche, tutte scritte da me anche se ovviamente variamente ispirate, tutte intorno la scrittura come la vedo io.

Seguitemi e condividete, che se può fare bene perché no?

Ci vediamo qui domenica.

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Appunti, emozioni, esperienze, riflessioni, scritture. Pubblico quando scrivere è meglio che tacere.

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