Il lato buono

In tutto quel che mi succede, io ci vedo sempre un lato buono. Magari questo non mi aiuta a essere iperperfezionista o ipercompetitiva, ma di sicuro vivo meglio. E me ne infischio di perfezionismo e competitività.

Venerdì sarò ancora dall’oculista, ancora un altro controllo, ancora il mio occhio scrutato e indagato. So che man mano che si avvicinerà l’appuntamento la mia ansia crescerà, fino a farmi stare male di stomaco. La paura è stata tanta, e non me la scordo. Il pericolo è sempre lì.

Il mio occhio va trattato con molto riguardo, e i due accidenti che ci convivono dentro vanno blanditi, rispettati, se possibile fregati. Il mio occhio mi ha fatto pensare cose prima impensabili, però ha anche fatto sì che io vedessi meglio.

La mia vista è quella che era, il pericolo è sempre lì. Ma io vedo meglio.

I giorni in cui sono stata distesa a letto a guardare il soffitto, in cui ho benedetto la voce di Francesco Pannofino che leggeva Harry Potter, in cui mi sono chiusa al mondo perché solo io e solo nel silenzio potevo curare le mie ferite, sono stati giorni preziosi: distesa al buio, Hogwarts nelle orecchie, ho visto chi sono oggi, e chi voglio essere. Ho visto cosa davvero è importante per me, cosa voglio, quali desideri hanno senso, dove impiegare tempo e fatica. Che non posso farmi affliggere né cedere alla paura.

Ho visto la persona che sono e la vita che voglio, che è lì che mi aspetta.

Ditemi se questo non è un lato buono.

 

Parole non dette

Appunti, emozioni, esperienze, riflessioni, scritture. Pubblico quando scrivere è meglio che tacere.

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