
Di maieutica e di scrittura (terapeutica e creativa)
Scrivere è un atto maieutico: dal ricordo e dallo sguardo nasce la pro...
La cosa che più mi piace del lavoro che faccio con la Scrittura Riparativa, più dell’intrecciare le mie due passioni che sono le narrazioni e il fare formazione con gli adulti, è il fatto di potermi prendere cura delle persone. È anche la cosa più importante, del lavoro che faccio, e la cosa che più mi dà soddisfazione, quando vedo che le persone che si sono affidate riescono a sciogliere nodi, a superare blocchi, a riprendere in mano pezzi di vita. A vivere meglio.
È quello che ho fatto ancora in questi giorni, ma l’ho fatto con me: mi sono affidata a me stessa e mi sono presa cura di me. In una cercata necessaria solitudine.
In tanti mi hanno offerto presenza e aiuto, mi hanno proposto ti cucino qualcosa ti vengo a fare compagnia ti faccio la spesa. Alcuni lo facevano per solidarietà e affetto, altri per sentirsi buoni e stare meglio con se stessi. Li ringrazio tutti, comunque, davvero. Io però dovevo stare da sola.
Ho avuto bisogno di isolarmi, di chiudere il mondo fuori, di tenere lontane presenze, di proteggermi e difendermi e preservarmi. Ho avuto bisogno di chiudermi in casa, spegnere spesso il telefono o lasciare squillare e non rispondere, stare sola con me.
Dovevo stare da sola, se volevo dare un nome e affrontare davvero quello che mi era successo. Non avrebbe avuto senso fuggire dalla paura che si è presentata, dalle angosce che affioravano e mi tingevano di scuro il futuro e mi toglievano il fiato. Non è fingendo che la paura non ci sia, che la si può combattere. Non è certo dalla distrazione che può nascere il coraggio.
Ho avuto bisogno di affrontare la patologia che si è presentata, di farle posto nella mia vita, di accoglierla e combatterla, di iniziare a conviverci trattandola da ospite da rispettare, seppur inopportuna e indesiderata. Ho avuto bisogno di stare da sola e in silenzio perché solo in me potevo e posso trovare il coraggio e la forza e l’energia di cui ho bisogno per affrontare la vita con questa compagna in più.
Ci vuole coraggio per affrontare la malattia, ma anche per prendersi cura. Quel coraggio che è la sola forza cui posso attingere. Quel coraggio che solo nel silenzio e nella solitudine, solo nel mettermi davanti la mia vita è potuto affiorare.
Ancora una settimana, e tornerò lì fuori. Ma questi giorni sono ancora per me.
Appunti, emozioni, esperienze, riflessioni, scritture. Pubblico quando scrivere è meglio che tacere.

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