Siano le buone emozioni il tuo cibo

Ci siamo, siamo di nuovo alle prese con la pandemia, e di nuovo affiorano emozioni che speravamo fossero sopite.

Ansia di ammalarci o di vedere ammalare qualcuno che amiamo, ma anche per una situazione sociale e economica che non sappiamo come evolverà.

Rabbia per quanto si sarebbe potuto fare e non si è fatto, per comportamenti che non sono quelli che dovrebbero, per il tempo sprecato, per chi ancora non si rende conto che se non si è solidali, se non si pensa al bene degli altri non si fa il proprio bene.

Dolore per chi purtroppo ci ha lasciati e per quel che noi sappiamo dentro ci fa male.

E poi le relazioni, che non sempre sono quel che vorremmo e come avremmo bisogno che fossero.

Non ce ne rendiamo conto, ma le emozioni e le relazioni sono ciò che ci costruiscono, sono niente altro che il cibo che diamo alla nostra anima e alla nostra mente. E il cibo, a seconda della sua qualità e di come viene usato, può fare un gran bene ma anche un gran male.

Così come il cibo, infatti, le relazioni che viviamo e che intessiamo nella nostra vita sono nutrimento e le emozioni che ne derivano e le sostengono, come quel che mangiamo, ci nutrono. E il modo in cui viviamo e elaboriamo le emozioni – esattamente come accade con il cibo – può fare la differenza tra star bene e stare male.

Quando sono elaborate correttamente, le emozioni sono buon cibo per il cuore, per la mente, per l’anima.

Ma quando sono irrisolte, trattenute o lasciate lì a stagnare ci pesano addosso e rischiano di intossicare la nostra vita e la sua qualità relazionale, emotiva e psicologica.

Parole non dette

Appunti, emozioni, esperienze, riflessioni, scritture. Pubblico quando scrivere è meglio che tacere.

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