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La ferita da abbandono

Aprile 4 @ 19:30 - 21:30

La ferita da abbandono

Pensare di essere abbandonati fa paura, anche se non ce lo confessiamo; ci stringe lo stomaco già da piccoli e resta lì anche quando di anni ormai ne abbiamo messi da parte tanti. Ci fa vedere soli, senza appoggio, senza nessuno che si prenda cura di noi. Sta lì, in disparte ma presente, come una vecchia zia che osserva qualunque cosa facciamo, sempre pronta a proporsi e fare da base a ragionamenti, pensieri, scelte, abitudini. La paura è lì, non fa niente per attirare l’attenzione, ma devia e indirizza la nostra vita, diventa radice di relazioni che viviamo, nelle quali stiamo male ma che teniamo vive: abbiamo bisogno di sapere che qualcuno per noi c’è, che abbiamo spazio nella vita di altri. Anche se quello spazio è tanto angusto da avere le misure di una cella. Anzi, ringraziamo la mano chi ci tiene chiusi lì dentro perché, anche se chiusi, ci siamo.

La paura dell’abbandono è una delle trappole in cui, senza rendercene conto, chiudiamo la nostra vita.

 

Scrivere per guarire le ferite emotive

Quale che sia la ferita emotiva che ci portiamo dentro, quella ferita è il varco attraverso il quale guardiamo il mondo, il filtro che mettiamo davanti l’obiettivo e che modifica la realtà, che ci dà la nostra lettura e la nostra visione di ciò che ci accade. Non è soltanto un dolore o una mancanza, è il nostro sguardo su chi siamo e quel che facciamo, l’alveo nel quale incanaliamo il flusso dei nostri giorni, le scelte quotidiane, i grandi impegni e i piccoli fatti. La ferita è il punto di osservazione che usiamo per interpretare ciò che accade a noi e al nostro mondo.

Nascondiamo la nostra ferita dietro tratti culturali, abitudini, parole e ci inganniamo dicendo a noi stessi – ancor prima che al mondo lì fuori – che una ferita non c’è. In questo modo però la rendiamo ancora più dolorante, ne ritardiamo – o forse impediamo del tutto – la guarigione. è così che portiamo avanti la vita, mettendo da parte ciò che più ci fa male.

Scrivere di te è anche riuscire a vedere la tua ferita, affrontarla, riconoscerla in quel che sei e fai, attraversarla e poi guarirla. Prenderne una salutare distanza. Vuol dire togliere quel filtro tra te e la tua vita, cambiare punto di vista e prospettiva, entrare davvero in relazione con la tua storia.

 

Il laboratorio è online, su Google Meet. Dopo l’iscrizione riceverai il link. Puoi partecipare a uno solo dei laboratoi sulle ferite, o scegliere di partecipare a tutti e cinque.

Per info e prenotazioni scrivimi a info@scritturariparativa.it

 

 

 

 

 

Dettagli

Data:
Aprile 4
Ora:
19:30 - 21:30
Categorie Eventi:
,

Organizzatore

Scrittura Riparativa
Email
info@scritturariparativa.it
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