La cosa che più mi piace del lavoro che faccio con la Scrittura Riparativa, più dell’intrecciare le mie due passioni che sono le narrazioni e il fare formazione con gli adulti, è il fatto di potermi prendere cura delle persone. È anche la cosa più importante, del lavoro che faccio, e la cosa che più mi dà soddisfazione, quando vedo...

La vita è quella cosa che succede mentre siamo impegnati a fare altri progetti. È una frase attribuita a diverse persone, e chiunque sia ad averla pronunciata certamente aveva ragione. Ne ho fatto esperienza in queste ultime settimane. Era la sera di venerdì 8 gennaio, su Meet incontro-regalo di Scrittura Riparativa. Quasi due ore dense di emozioni, piccoli svelamenti, penne che...

Può sembrare presuntuoso affermare “Scrivi chi sei, diventa chi vuoi essere”. Come si può, soltanto scrivendo, diventare chi vorresti essere? Non c'è dietro la possibilità di un tale cambiamento qualcosa di più complicato e difficile che semplicemente scrivere? No, niente di complicato né difficile: è soltanto un po’ impegnativo. Ma niente che non saresti in grado di affrontare. Il percorso che...

Sembra che nel mondo di coloro che scrivono ci siano due grandi correnti, quella di coloro che scrivono per raccontare storie, e quella di coloro che scrivono di sé. A ben guardare, questi due mondi non è che siano poi così distanti, perché chi racconta storie comunque mette se stesso in quelle storie, e chi scrive di sé comunque racconta. Ciò...

“Mentre il trauma ci lascia muti, il percorso per superarlo è lastricato di parole, assemblate con cura, una dopo l’altra, fino a quando l’intera storia può essere rivelata”.[1] Il trauma lascia muti, dice Van Der Kolk, e al trauma occorre dare parole se da quel trauma si vuole riemergere e guarire. Niente come la scrittura sa farlo. Aprire un quaderno per...

La nostra vita è un percorso che non sarà mai perfetto. Non esiste perfezione alla quale ambire, e se avete un ideale di perfezione cui la vostra vita dovrebbe tendere per favore scordatelo. Voler essere “perfetti”, voler rendere perfetta la vita è un modo per chiuderci in gabbia, per tenderci una trappola con le nostre stesse mani perché mai riusciremo ad...

Ci siamo, siamo di nuovo alle prese con la pandemia, e di nuovo affiorano emozioni che speravamo fossero sopite. Ansia di ammalarci o di vedere ammalare qualcuno che amiamo, ma anche per una situazione sociale e economica che non sappiamo come evolverà. Rabbia per quanto si sarebbe potuto fare e non si è fatto, per comportamenti che non sono quelli che dovrebbero,...

Tempo fa avevo intitolato un pezzo “Il fermo e la vita”. Il mondo lì fuori si era fermato, e io pure mi ero fermata. Come voi, come quasi tutti. In quel pezzo ragionavo sull’opportunità che la chiusura, quella che gli anglofili continuano a chiamare lockdown, ci avrebbe dato in termini di riflessione, rottura del solito, assunzione di nuove prospettive. Poi...

Rifletto su fabula e intreccio, in questi giorni, ed è anche riflettere su quel che succede nella mia vita e intorno a me. Faccio però un passo indietro. La fabula, nella teoria della narrativa, è la successione cronologica degli eventi di una storia, mentre l’intreccio è l’ordine arbitrario in cui il narratore presenta quegli eventi. Semplice. Facciamo però un esperimento: trasliamo...

È di nuovo così. Una nuova pagina bianca, e per un attimo tutto è fermo. Eppure una storia da scrivere c’è, qui, adesso. E ci sono parole perché quella storia ci sia. Ma dove sono, adesso, le mie parole? Mi fermo a guardare la pagina bianca e mi appaiono i vuoti, tutti quei vuoti che vorrei cavarmi da dentro e...

Ho messo il naso fuori, ieri. Ho preso coraggio, per potere uscire. Dovevo farlo, i negozi aprivano e per una volta ho deciso di non continuare a comprare (quel poco che ho comprato) on line. Ho fatto un giro in centro, e non mi è piaciuto per niente. Non parlo delle mani che soffocavano umidicce dentro i guanti di lattice...

Mi sono fatta domande, in queste settimane di isolamento. Su quel che è la mia vita e  su quel che potrebbe essere, sulle relazioni di cui sono parte, su cosa volere e aspettarmi quando tornerò lì fuori. Come tornerò lì fuori, e come sarà il mio lavoro. Domande che, non fossi stata costretta a stare chiusa dentro casa, non mi sarei...

Sono uscita, qualche giorno fa. Non ricordo nemmeno più per cosa, eppure era un motivo valido per uscire, altrimenti non lo avrei fatto. Ho attraversato la città, chiusa dentro la mia macchina, la mascherina doppio strato a coprire bocca e naso. Anche mentre ero sola, chiusa in macchina, che non puoi mai sapere se ti fermano o se devi scendere...

Sembra che si riapra, lì fuori. Ci hanno dato un calendario, chi può aprire adesso, chi aprirà dopo. Chi può ricongiungersi con chi, e perché. Chi può andare dove, e come. No, forse tutto questo non è così chiaro. Da quel che sento, dalle chiacchiere che rimbombano sui social sembra ci sia una gran confusione, lì fuori. Io non esco. Non...

Scrivo oggi di nuovo dopo settimane. Il mondo lì fuori si è fermato ed io, che in quel mondo vivo e lavoro, mi sono fermata. Ne ho avuto bisogno. Per capire cosa stesse succedendo lì fuori, e poi anche per capire cosa stesse succedendo a me. È un momento di rivoluzione e di scelte, questo fermo. Di ripensamento della vita e...

Strani, questi giorni. Stiamo affrontando una situazione che nessuno di noi avrebbe mai pensato di dover affrontare, e ognuno di noi sta reagendo a suo modo. Giornate inconsuete, queste che stiamo vivendo. Chiusi in casa a trascorrere tempo che sembra non avanzi mai, noi che tempo non ne avevamo mai abbastanza e siamo sempre andati ovunque senza dover dare conto...

"Basterebbe scoprire come si è davvero, che cosa si pensa realmente di molte questioni della vita per scrivere un’opera originale e unica.”[1] A volte si pensa che per scrivere qualcosa di originale e unico sia necessario inventare mondi estremi e fantastici, raccontare cose mai udite (ma ci saranno ormai cose mai udite?), cimentarsi in trame zeppe di colpi di scena inverosimili....

“Scrivere una prima stesura è un po’ come fare una Polaroid. Non potete sapere come verrà la foto – anzi, non siete nemmeno tenuti a saperlo – finché non è completamente sviluppata.”[1] La Polaroid è, anzi era, una foto istantanea che ebbe grande successo alla fine degli anni settanta. Allora per fare foto si usava la pellicola e la Polaroid, a...

“In fin dei conti, la perfezione non esiste. Se si vuol scrivere, bisogna tagliar corto e scrivere. Non esistono atmosfere perfette, quaderni perfetti, penne o scrivanie perfette. Perciò bisogna addestrarsi ad essere flessibili[1]” Se ce lo ricordassimo ogni giorno, che la perfezione non esiste, ci faremmo davvero un gran regalo. Sprechiamo montagne di tempo – e milioni di opportunità - per...

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